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Storia delle Eolie

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Ossidiana


STORIA DELLE EOLIE



I primi uomini si trasferirono nelle Isole Eolie nel 4000 a.C. attratti dall'ossidiana, straordinaria risorsa vulcanica di vetro nero taglientissimo che si trovava a Lipari. Gli uomini a quel tempo non conoscevano ancora la lavorazione dei metalli, l'ossidiana
era perciò ricercatissima e veniva esportata in tutta l'Italia meridionale.

Castello di Lipari



Intorno al 3000 a.C., la prosperità che questo commercio aveva portato attirò molte genti che si insediarono sulla fortezza naturale di Lipari costituita dal "Castello" (dove si trova l'attuale museo) e solo in periodi più pacifici l'abitato potè spostarsi
nella piana sottostante (dove si trova l'attuale cittadina).
La lunga evoluzione della civiltà Eoliana è stata riconosciuta nelle diverse fasi attraverso gli scavi archeologici svoltisi a partire
dal 1948.
Il museo di Lipari ne conserva grande tesimonianza. Dopo la scoperta dei metalli, le Eolie conobbero una recessione economica,
ma grazie all'arrivo di nuove genti: i Greci, tornò un periodo di fioritura e possiamo riconoscere in loro gli Eoli di cui le isole conservano il nome dopo millenni e proprio a loro si riferiscono le antiche leggende Greche: l'ODISSEA di Omero dove abita
Eolo (re dei venti).

Nel 2000 a.C. sorgono in tutte le isole (Lipari, Salina, Filicudi e Panarea) grandi e popolosi insediamenti di capanne di un tipo del tutto nuovo: tondeggiante, circondato da
un muro di pietre e fango. Onoltre portano nuove forme di ceramiche e un nuovo stile di decorazione (locale è la singolare ceramica dipinta policroma, sviluppatasi nella prima metà del III secolo a.C. e della quale è massimo esponete il "Pittore di Lipari"). Fra le terracotte figurate, oltre a quelle di argomento sacrale, numerosissime sono quelle di argomento teatrale come le famose maschere.
Di straordinario interesse è anche la piccola stufa termale (tholos) di S.Calogero, costruita ad imitazione delle grandi tombe principesche di Micene.

Capanne

Ceramiche

Stufa termale S.Calogero

Maschere

Necropoli



Alle popolazioni di stirpe Eolica si sostituirono nel 1430 a.C. genti provenienti dalla Sicilia, portatrici di una cultura nuova.
A causa della crisi micenea si interrompono i commerci su questo fronte, ma iniziano con la Sardegna. Intorno al 900 a.C. il florido insediamento di Lipari viene distrutto dagli Etruschi, molti Eoli divengono schiavi e sull'isola rimangono pochi superstiti. Nella seconda metà dell'VIII sec. a.C. iniziò il fenomeno della colonizzazione Greca dell'Italia meridionale e della Sicilia, inizia
così una guerra di mare che durerà più di un secolo poichè gli Etruschi si oppongono allo stanziamento dei Greci nelle Eolie.
I Siracusani riescono però a sconfiggere gli Etruschi, comincia un periodo di grande prosperità, di cui sono testimonianza i
ricchi corredi delle necropoli.

Lipari si allea con Siracusa e per molto tempo le sue navi la proteggeranno dalle minacce di conquista di Cartagine. Ma nel 304 a.C. le navi di Agatocle, tiranno di Siracusa, aggrediscono a tradimento l'alleata Lipari, saccheggiandola e portando via i preziosi ex voto dei santuari di Eolo e di Efesto. Eolo irato si vendica scatenando una tempesta che fa affondare le navi. Ciò provoca anche un patto d' alleanza di Lipari con Cartagine, eterna nemica di Siracusa. Durante la prima guerra punica tra Roma e Cartagine, Lipari è quindi una base di Cartagine. Ma dopo la vittoria navale di Caio Duilio contro i cartaginesi, i romani hanno la meglio e conquistano l'Isola con inumane stragi. La conquista romana segna la fine della prosperità di Lipari e la miseria in cui cade viene descritta da Cicerone. Della sua arte e dei suoi artigiani resta solo ciò che ha potuto resistere al tempo.

Cattedrale S.Bartolomeo

Caduto l'Impero Romano le isole attraversano un periodo di desolazione. La dominazione bizantina accentuò tale decadenza. Dopo un lungo ed oscuro periodo, sovrastato da incursioni arabe, Lipari rifiorì sotto l'egemonia dei normanni che ripopolarono l'isola e rifortificarono il suo castello. Sotto i vessilli del Gran Conte Ruggero, è restituita alla fede cristiana con la fondazione di un monastero benedettino dedicato a S. Bartolomeo. Nel 1131 viene ricostituita la sede vescovile a Lipari.
Fino al 1340 passando attraverso gli svevi, gli angioini e gli aragonesi, le isole Eolie godettero di una notevole prosperità grazie ai privilegi che i vari governi andavano dispensando.
Nella guerra contro gli Angioini, Lipari parteggia per questi e nel 1363 passa agli Aragonesi. Per volere di Federico III è data in feudo ad Ulfone di Procida, ma pochi anni dopo, revocata per tradimento di questi, è concessa a Federico di Chiaramonte. Nel 1443 entra a fare parte del Regno di Napoli. Un periodo di prosperità che termina poco dopo, con le incursioni saracene. Nel 1544 una flotta turca capitanata da Ariadeno Barbarossa, dopo undici giorni di assedio, distrusse la città di Lipari mettendola a ferro e fuoco e deportando in schiavitù circa 8.000 abitanti.

Carlo V ripopolò Lipari, importando immigrati spagnoli e campani, e la riedificò rafforzandone le mura.
Soltanto nel 1691 gli abitanti tornarono ad essere circa 10.000 e solo con la quasi scomparsa della pirateria, verso la fine del '700, l'abitato tornò ad espandersi anche nel piano. Lipari seguì poi le sorti del Regno delle Due Sicilie fino ai tempi nostri.

Anfore trovate in mare



Agli inizi del XIX secolo le Eolie divennero lo scalo obbligato di parecchie linee marittime. Questo stato di cose contribuì ad un grande sviluppo economico delle Eolie, basti pensare che nel 1891 gli abitanti superarono le 20.000 unità.
In tutti i tempi, navi di passaggio, sorprese dalla tempesta, hanno cercato riparo a ridosso delle Isole Eolie, finendo però tra insidiosi scogli (Filicudi e Panarea). Le ricerche degli ultimi decenniintorno ai loro relitti hanno fatto sì che la sezione di archeologia marina del Museo Eoliano sia una delle più importanti del Mediterraneo.

Tra i primi frequentatori "Vip" delle Isole Eolie senz'altro il piu' famoso e' stato Luigi Salvatore D'Austria che con la sua monumentale opera scientifica sulle Isole del mediterraneo ha dedicato ben otto volumi alle nostre isole.





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